Esavision – Novembre 2012

A occhi chiusi

Una tecnica non chirurgica con cui è possibile ridurre, variare o eliminare un difetto refrattivo attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto.

Secondo la definizione della International Society of Orthocheratology, l’ortocheratlogia è : “una tecnica non chirurgica con cui è possibile ridurre, variare o eliminare un difetto refrattivo attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto”.
Possiamo considerare ancora valida questa definizione datata 1972 anche se, grazie alla disponibilità di nuovi materiali ad alta permeabilità all’ossigeno, che hanno permesso lo sviluppo dell’ortocheratologia notturna, al miglioramento delle tecniche produttive e di analisi, ora è possibile ottenere ottimi risultati in pochi giorni con una singola lente.
Infatti, fin dai primi studi effettuati da George Newton Jessen negli anni ’60 1, passando per la tecnica applicativa sviluppata da May e Grant1, i risultati ortocheratologici si ottenevano con una serie di lenti sempre più piatte, applicate per settimane o, addirittura, mesi. Solo con l’avvento delle lenti a geometria inversa sviluppate da Alfred Fontana, inizialmente concepite per la correzione della presbiopia2, e in particolare con gli studi Wlodyga e Bryla3 della fine degli anni ’80, si comincia a definire il concetto di modellamento controllato del profilo della cornea.
L’ortocheratologia induce una temporanea riduzione dei difetti refrattivi cambiando la forma della cornea, grazie alla plasticità del tessuto corneale, in particolare dell’epitelio.
Se l’entità del modellamento corneale è adeguatamente controllata, è possibile variare in modo preciso il potere della cornea fino a correggere l’ametropia. Nell’estate del 2002 è stato depositato il brevetto delle lenti ESA®, progettate da Antonio Calossi. Queste lenti a geometria inversa, sono costruite con sei curve che si sviluppano su un modello biconico4.
Le lenti ESA®, distribuite da Esavision Technology, hanno una geometria molto sofisticata, tuttavia la procedura applicativa risulta inaspettatamente semplice.
Le lenti ESA per miopia possono essere applicate per la correzione di miopie fino a 6.00 D, con astigmatismo SR fino a 1.75 D e CR o obliquo fino a 0.75 D. Sono sicure per l’uso notturno perché vengono prodotte in Boston XO®, materiale con un Dk di 100 (ISO/Fatt), che garantisce il massimo apporto di ossigeno anche ad occhi chiusi.
Le lenti ESA® non sono progettate solo per la correzione della miopia ma anche per l’ipermetropia e la presbiopia, cheratocono e post-lasik. Inoltre, grazie alla lenti ESA® toriche è possibile trattare cornee con toricità elevate.
Le lenti ESA® vengono applicate esclusivamente nei centri qualificati.
Per essere un centro accreditato per l’applicazione delle lenti ESA® è necessario seguire specifici corsi di formazione e specializzazione, che vengono pianificati regolarmente. Oltre ai corsi di formazione, Esavision Technology, mette a disposizione dei centri qualificati un servizio di assistenza.
Oggi, poter consultare un esperto con comprovata esperienza nel settore della contattologia, può aiutare nella gestione delle situazioni più complicate con sicurezza e rapidità. Oscar De Bona, Professional Affairs Consulting in Esavision, vanta una lunga esperienza nel settore della contattologia e della formazione in campo contattologico.
Il servizio di assistenza e consulenza, diretto da Oscar De Bona, sull’ortocheratologia, contattologia specialistica e sulle tecniche di correzione visiva, assicura un aggiornamento continuo nel campo delle nuove tecnologie e dei nuovi prodotti aziendali.
La garanzia di un costante affiancamento professionale e un’assistenza di elevata qualità sono imprescindibili servizi che Esavision Technology desidera offrire alla propria attenta clientela in un mercato in continua evoluzione. www. esavision.it

1. Jessen G.N. Orthofocus techniques. Contacto, 1962; 6: 200-204 2. Grant SC, May CH. Orthokeratology- A Therapeutic approach to contact lens procedures. Contacto, 1970;14 (4): 3-16 3. Wlodiga R, Bryla C. Corneal molding: the easy way. Contact Lens Spectrum, 1989. 4 (8):58-62 4. Calossi A. L’evoluzione dell’ortocheratologia. Lac Lenti a contatto, 2004 VI (1): 11-20

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