Gabriele Evangelisti – Poliedrico Gabriele

Tre negozi tra la Lombardia e la Liguria, una società di distribuzione e un’importante attività di consulenza. Tutto questo e molto di più è Gabriele Evangelisti.

gabriele-evangelisti-poliedrico-gabrieleLa prima domanda che vi porrete quando guardete queste pagine sarà: “Perché Saturnino Celani, il bassista di Lorenzo Jovanotti, viene fotografato insieme a Gabriele Evangelisti?”.
La risposta è semplice: perché insieme hanno realizzato la nuovissima collezione “Saturnino Eyewear”. Dal loro incontro, avvenuto in un noto negozio di ottica di Milano, è nata l’idea di creare una linea di occhiali che esprimesse la personalità di Saturnino e fosse al contempo un progetto completo, in grado di affiancarsi ad altri accessori.
Ma per Gabriele questa collaborazione è solo una parte della sua attività: attualmente è titolare di tre negozi specializzati in occhiali di design, “L’Osservatorio”, e gestisce una società di distribuzione orientata anch’essa esclusivamente verso questa tipologia di prodotto.

Sei cresciuto nel laboratorio ottico del negozio di famiglia. Qual è il primo ricordo legato a questo luogo?
(Sorride). A quei tempi mia madre gestiva il negozio di famiglia (mio padre invece è mancato quando avevo 7 anni) e ricordo che con la mola a mano mi divertivo a realizzare fi ori e cuori.

Quale invece il più forte?
Il nostro primo punto vendita era situato sul lungomare di Finale Ligure e mia madre lavorava 12 ore al giorno. Io facevo la spola, in costume, tra spiaggia e negozio ed è capitato spesso di rimanere fotografato nelle cartoline pubblicitarie del lungomare di Finale Ligure.

Dove e come nasce la tua passione per gli occhiali di design?
Prestissimo. Fin da piccolo era appassionato di occhiali e da sempre sono legato alla fi sicità di questi oggetti. Il primo brand che ho acquistato era “Optical Affair” il cui designer era Christian Roth. Ne conservo ancora alcune paia!

Come hai fatto a farli capire ai bagnanti?
È stata una vera missione. Ricordo quando nel 1987 avevo deciso di vendere gli Oliver Peoples… A quei tempi gli occhiali di Armani costavano 200mila Lire mentre gli Oliver Peoples ben 400mila! È facile intuire che motivare la differenza di prezzo era un’impresa ciclopica.
Inoltre dovevo anche trasmettere ai miei collaboratori la passione per queste montature.

Qual è la tua attuale visione dell’occhiale di design?
Credo che sia un mix di elementi, eqilibrio di forme e dimensioni, ricercatezza dei dettagli, innovazione, rispetto per l’ambiente e buon rapporto qualita/prezzo. Il successo di un brand è ovviamente legato alla vendita, quindi deve necessariamente avere anche un progetto strutturato di comunicazione.
Un vero designer entra nel progetto che deve fare a 360° rispettando la mission del brand e le esigenze dei consumer. Va benissimo essere visionari, fondamentale però mantenere sempre il contatto con la strada osservandone i cambiamenti.

Quale sarà il futuro degli occhiali di design?
Un futuro che tenderà ad allargarsi. L’Italia è sempre stata atipica perché siamo da sempre grandi cultori delle “fi rme” da cui abbiamo fatto fatica a staccarci, mentre gli altri paesi le hanno vissute in maniera diversa. Credo che il culto per gli occhiali di design stia arrivando anche da noi e questa tipologia di vendita si è diffusa anche dagli ottici.

Chi sono sono i fruitori di questi prodotti?
Le persone più sensibili ai dettagli nella vita, ai particolari, non c’è una vera e propria categoria. Siamo noi ottici che li dobbiamo rendere sensibili.

Qual è secondo te il brand più innovativo sul mercato?
Rigards, Dita, Linda Farrow, Mykita, Kuboraum.

Torniamo alla tua storia. Quanti negozi possiedi e dove?
Tre: uno a Finale Ligure, uno Milano e uno ad Alassio.

Quando sei diventato distributore e consulente di prodotto?
Il vero link che mi ha fatto cambiare è stato l’apertura del negozio di Milano. sono entrato in contatto con Consuelo Castiglioni, designer di Marni, nostra cliente, perché volevano fare una linea di occhiali tutta internamente. Da lì ho cominciato a lavorare con loro come consulente di prodotto; successivamente mi hanno chiesto di posizionare la collezione presso i migliori ottici italiani e ho aperto una società di distribuzione, la Dual View. Il nome nasce dal fatto che ho una doppia visione del mercato: da ottico e da distributore. Dato che volevo essere coerente con le mie scelte passate, ho scelto di distribuire esclusivamente occhiali di design.

Per quali brand lavori?
Saturnino Eyewear, Linda Farrow, Oscar Magnuson, Rick Owens e Xavier Garcia. La mia attività di consulenza: Saturnino Eyewear, Rick Owens, Andrea Pompilio.
In queste foto c’è uno special guest: Saturnino… Come è nato il progetto dei Saturnino Eyewear?
In modo casuale, per un’amicizia in comune nell’occhialeria. Satu ha chiesto un consiglio e io sono stato “l’oggetto” del consiglio nel campo della produzione. Abbiamo scoperto di avere molte affi nità e che ci lega l’attenzione al dettaglio; personalmente non ho mai suonato ma sono affascinato dai dettagli di uno strumento musicale.

Parlaci del progetto…
C’è grande complicità per le scelte modellistiche perché Saturnino è un grande professionista e appassionato di occhiali. Dalle nostre esperienze cerchiamo di prendere spunto per creare una collezione in linea con il suo essere senza perdere però di vista i bisogni dell’ottico.

Come sarà composta?
Partiremo con 8 modelli vista e da sole in acetato con dettagli in metallo.

Quale sarà il target?
Sono dedicati a un pubblico giovane e diversamente giovane, dall’anima rock attento alle tendenze con una fascia di prezzo intorno ai 150 € al pubblico.

Rispetto all’occhiale che Saturnino indossa anche in queste foto, ci sarà una continuazione?
Sì, si tratta di un’evoluzione con famiglie di modelli nuovi molti speciali in diversi colori ma non ci limiteremo solo agli occhiali.

Cioè?
Saturnino firma già una piccola collezione di gioielli, cover per I-phone e T-shirt particolari.

GABRIELE EVANGELCISTOI AVTTERARVSERTSOO RY GLI OCCHI DI SATURNINO
Qual è il rapporto umano e professionale tra Evangelisti e Saturnino? L’abbiamo chiesto direttamente al bassista di Lorenzo Jovanotti.

Come vi siete conosciuti?
Grazie a Ugo Cacciatori (ndr. designer) durante la presentazione dei suoi occhiali nel punto vendita Eyestyle di Milano.

Cosa hai pensato quando l’hai visto per la prima volta?
Mi è sembrato un tipo“giustissimo”! E poi indossava gli occhiali di Ugo Cacciatori, gli unici che indosserei oltre ai miei perché li trovo affascinanti.

Cosa avete in comune?
Ho trovato una grande affi nità sull’importanza dei dettagli nell’occhiale. In realtà, abbiamo diverse cose che ci accomunano, credo che la più importante sia l’approccio alla vita.

Il peggior difetto?
Non l’ho ancora scoperto!

Il miglior pregio?
L’essere realista. Fin dall’inizio ha condotto il nostro progetto partendo dall’idea di lanciarlo solo nel momento in cui saremmo stati pronti, in cui avremmo avuto un occhiale ineccepibile sotto tutti i punti di vista.

Come vi salutate?
Mi piace quando mi chiama al telefono e mi dice “grande Sat”.

Vi sentite quotidianamente?
Almeno tre volte alla settimana perché lo chiamo ogni volta che mi viene un’idea e voglio capire se è realizzabile.

Suonate ogni tanto insieme?
No.

Cosa vorresti dire all’altro?
Incrociamo qualsiasi cosa e… speriamo che vada bene!

Clicca qui per vedere la video intervista a Gabriele Evangelisti e Saturnino Celani

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