Il primo congresso dell’IRSOO mostra aspetti non comuni nel panorama congressuale italiano

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Alcon, CSO, Esavision, Essilor, Hoya e Zeiss sono stati gli sponsor di un congresso che ha mostrato un pregio tipico delle manifestazioni estere e poco operante da noi: la puntualità. Solo otto minuti di ritardo per l’inizio, recuperati nel corso della mattinata, controllo dei tempi dei coffee break e del pranzo e termine all’orario prefissato. Si può fare anche in Italia, e non è una questione di pignoleria ma di rispetto per gli altri. Il mantenimento dei tempi programmati non è però il solo aspetto pregevole del primo congresso dell’Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Optometria, tenutosi a Vinci Lunedì 6 Ottobre. Prendiamo intanto in esame il tema del congresso: “La ricerca optometrica e la sua rilevanza clinica”, ovvero quali sono le ricadute della ricerca optometrica sulla pratica clinica di tutti i giorni. Forse per la prima volta in Italia un congresso è stato basato essenzialmente su lavori sperimentali effettuati sul posto, piuttosto che su riportare i risultati dei lavori fatti in altre parti del mondo. Finalmente in un congresso non si sono sentite solamente le stesse cose, dette e ridette a quello o a quell’altro congresso internazionale, finalmente dei giovani, appena diventati optometristi o in procinto di diventarlo, hanno presentato i loro lavori sperimentali originali, commentati e discussi poi dai loro docenti e da relatori professionisti ed esperti ben noti nel nostro ambiente. Tutto questo è stato possibile perché finalmente si è cominciato a fare ricerca optometrica anche in Italia, ed è un risultato che chi ha a cuore il futuro dell’optometria non può che apprezzare e plaudire.

Da segnalare ancora la formula innovativa adottata per la realizzazione delle varie sessioni nelle quali era stato diviso il congresso, ognuna delle quali terminava con una tavola rotonda con conduttore, tenuta da professionisti esperti sull’argomento della sessione, però aperta agli interventi dalla platea dei partecipanti. Venti – trenta minuti dedicati alla discussione e all’approfondimento di temi “caldi” della pratica clinica di tutti i giorni, dai quali sono scaturiti indicazioni, idee, spunti e suggerimenti da applicare nella pratica giornaliera. I temi trattati hanno tutti stimolato l’interesse e la partecipazione attiva: dal comfort della correzione ottica alla lettura, dalla gestione dei pazienti con problemi di occhio secco a come includere il controllo della progressione miopica nella propria attività optometrica. Altro aspetto interessante ed innovativo: gli atti del congresso. Messa da parte l’idea di presentare le poco utilizzabili stampe delle slides delle relazioni, gli atti erano costituiti da un libretto che conteneva gli abstract degli interventi, ma organizzato in modo tale da poter prendere appunti in spazi appositi accanto alla stampa delle relazioni; ne è venuto fuori un vero e proprio strumento di lavoro che ha accompagnato il partecipante durante il congresso, che in tempi successivi potrà trasformarsi in un manuale di studio e approfondimento dei temi trattati.

I commenti riportati sui questionari di valutazione hanno lodato, tra gli altri, proprio gli aspetti prima descritti: la puntualità, la possibilità di prendere appunti direttamente sul fascicolo degli atti del congresso, la scelta degli argomenti, di assoluta rilevanza clinica, la serietà e la competenza dei relatori, il dibattito con la platea e il confronto tra professionisti. Una esperienza positiva da ripetere.

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