L’insostenibile pesantezza della merce

Un nuovo modo per vivere lo shopping, come una scelta di libertà e non come un’imposizione.

Le merci pesano. Hanno un ingombro, una presenza visiva e scenica che ne definisce la personalità. Pensiamo alla “densità” semiotica delle bottiglie di vino o dei salumi appesi. Volgiamo il pensiero all’invadenza chiacchereccia delle uova pasquali. Ci troveremo a vagare in un paese dei balocchi in cui i prodotti, per il solo fatto di esserci, di definirci un panorama, di strutturarci un percorso, si rivolgono a noi talvolta in forma suadente più spesso in modo sottilmente coercitivo. L’ambientazione dei punti di vendita è per lo più costrittivo in modo subliminale o assolutamente reale. L’esempio ricorrente è quello del market Autogrill: avete bevuto solo un caffè, ma vi tocca fare il serpentone tra coppe piacentine e cestoni promozionali per guadagnare l’uscita. Anche Ikea è un incubo nei ricordi dei clienti: chilometri di stradine tra letti e tavolini a cui non possono scappare neanche coloro che per fare 200 metri in città pigliano l’automobile…

Allegato:
MasterRetail_L’insostenibile pesantezza della merce_POmaggio2012.pdf